Un progetto per la città. I Musei Civici di San Paolo
L’apertura della Pinacoteca “Giuseppe Stuard” nella nuova sede prevista nell’ex-monastero di San Paolo coincide con l’attuarsi di un programma di recupero e di valorizzazione del patrimonio culturale della città di Parma nel quale l’Amministrazione Comunale ha fortemente creduto e per il quale si sta impegnando in termini di investimenti e risorse.
La presente operazione, che nasce dall’intreccio di due eventi, da una parte la valorizzazione della Pinacoteca, dall’altra il restauro di una porzione storica del complesso conventuale, si colloca nell’ambito dell’intero auspicato recupero di questo edificio storico, uno dei punti di qualità di un percorso d’arte e di cultura nel quale si riflette la storia, l’identità e la cultura della città di Parma. Destinato ad ospitare i Musei della città, divenendo uno dei cuori pulsanti del tessuto urbano, l’ex-monastero di San Paolo si trova oggi ad ospitare in una veste rinnovata e attraverso un recupero delle sue architetture storiche più antiche una delle raccolte d’arte che, sul piano della storia del collezionismo, è da giudicarsi tra quelle significative del nostro paese.
La Pinacoteca Stuard nel Monastero di San Paolo.
Se Parma giunge a questo appuntamento alle soglie del nuovo millennio il merito va alla città nel suo complesso, al collezionista Giuseppe Stuard che intese preservare la propria collezione donandola ad un istituto con finalità sociali quale la Congregazione di Carità, oggi Iraia, che ne hanno continuato l’attività, unito, all’Amministrazione Comunale che ne ha garantito la fruizione e che oggi lo porta ad un ulteriore livello di leggibilità e di promozione. A fianco delle strutture tecniche e professionali interne all’Ente (Assessorato alla Cultura, alle Opere Pubbliche, etc.) in vario modo e per le specifiche competenze hanno collaborato al fine di favorire il recupero del monumento e questo medesimo evento: la Soprintendenza ai Beni Archeologici, che ha allestito una sezione nel percorso espositivo e sotto la direzione della quale è stata effettuata una campagna di scavi, la Soprintendenza ai Beni Artistici e storici, quella ai Beni Ambientali e Architettonici, e quella ai Beni Archivistici, nonché all’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, il Ministero per i Beni Culturali nella sua espressione più ampia. Questo indica anche la complessità e la rilevanza dell’operazione che è stata messa in atto.
Il Monastero di San Paolo rappresenta una delle principali sedi monastiche della città medievale e rinascimentale. Lo dimostra la sua configurazione estesa e complessa, formata dagli ambienti più antichi che portano il segno della civiltà benedettina prima del Mille e le forme di ineguagliabile sobrietà ed eleganza che chi lo abitava seppe conseguire negli appartamenti abaziali posti a ponente, con i magnifici esempi delle Camere dell’Araldi e del Correggio.
La porzione di edificio interessata da questo primo recupero, nella quale trova allestimento la Pinacoteca Stuard, nella sua imprevista complessità, ha quasi una funzione di cerniera tra l’originario nucleo pre-medievale e quello certamente più noto che è manifestazione di una raffinata cultura rinascimentale.
Si va perciò dal periodo tardo- antico scoperto in ragione degli scavi archeologici effettuati, alla fase germanico-longobarda, alla chiesa pre-romanica, al momento dell’espansione due-trecentesca, alla ristrutturazione e decorazioni del secolo XVI. Ogni fase anche attraverso singole notazioni trova spazio nel concerto di un edificio che l’incuria, l’abbandono o un uso improprio avevano come cancellato nella sua identità originaria e che oggi viceversa trova un proprio importantissimo momento di recupero.


Il monumento storico e il percorso espositivo

Il percorso espositivo di per sé orientato verso una storia propria e originale, trascorrendo dai secoli XIV e XV sino al Novecento, vuole essere una specie di tema musicale, tradotto in opere d’arte, al quale si accompagna il commento di fondo, per così dire a “canto fermo”, dell’edificio benedettino e “gregoriano”. L’operazione compiuta è perciò una operazione che tende all’armonia, anche all’armonia degli opposti, a unire in un unico intervento energie disponibili per un nuovo rilevante impegno, quello finalizzato al recupero dell’intero complesso.
I Musei Civici di San Paolo con la Pinacoteca Stuard prendono corpo in attesa di ulteriori e importanti interventi di valorizzazione e di recupero. E’ una premessa dalla quale partire. Ma è anche un invito da accogliere, e già da oggi una visita da compiere!